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racine Iboga

 

 

accoglienza

sommario 

1 / la pianta

2/la religione di eboga

-articolo di André Mary (enciclopedia delle religioni)

-articolo di Goutarel

- estratti di "Pericolo Bianco" di René Bureau

- il Ngozé, il culto Bwiti,

- piano del tempio

-lessico bwiti 

3/iboga ed addiction

4/Agora: esperienze vissute, articoli, diversi,

5/album foto

legami

 

 

 

 

Articolo di André Mary
in "Enciclopedia delle religioni", p 1 184-1 191,
lavoro collettivo sotto la direzione di Federico Lenoir e Y.T Masquelier
Bayard edizioni. Dpt lgal sette 1997

 

III. FETICISMO E CULTO ANTISORCELLERIE

Nell'insieme dell'Africa nera, i culti antisorcellerie (antiwitchcraft-schrine) del periodo prato coloniale o degli inizi della colonizzazione sono considerati spesso come i precursori dei movimenti profetici o dei culti syncrétiques, anche se hanno spesso un destino parallelo e più effimero.

La situazione sociale che li suscita (disorganizzazione dei sistemi lignagers) conflitti tra i sessi o le generazioni, abbassamento della fecondità e mortalità infantile aumentata, malessere ed insicurezza risultando dai mali fisici e sociali portati dall'occupazione dei bianchi, è percepita, per le popolazioni paesane, come relativamente inedita ed eccezionale.

In compenso l'interpretazione della logica di disgrazia in termine di recrudescenza della stregoneria, il ricorso ai mezzi di difesa della magia o alle forme di alleanze coi geni, come le procedure pubbliche di confessione o di ordalie, attingono largamente nelle risorse del sistema tradizionale di rappresentazioni e di pratiche rituali.

Le manifestazioni del Ngi e del Ndende del Gabon, per citare più conosciuti solamente di questi culti antisorcellerie, presentano tuttavia dei tratti strutturali che iniziano una rottura in seno al tradizione Fang e li pongono in situazione di accompagnamento e di eco rispetto al Bwiti.

L'uscita dei culti antisorcellerie è legata alla perdita di legittimità delle autorità tradizionali autoctone, alla constatazione della loro incapacità a gestire delle tensioni che li superano oramai, ed all'offerta di servizi che propongono delle squadre itineranti, dominate o no per i personaggi carismatici, gaudente del credito legato all'effetto di stranezza e di novità. È là ancora talvolta a partire da un culto straniero, e stesso nemico, o di un ethnie vicino che si sparge i nuovi "feticci" ed il loro portavoce abituale, preceduti dei loro successi anteriori e della loro reputazione. Il culto Ndende che si spargerà dai Fang a partire da 1950 in seguito al Ngi, è di origine Bakota. La logica della domanda che si aggiunge su queste associazioni erranti, esterna alla parentela ed ai suoi clivaggi, e collocata di conseguenza in posizione di arbitro, particolarmente in occasione di morti ripetute dei giovani ragazzi, è sufficientemente ambivalente per offrire alla diagnosi dei "inquirenti", informati per le voci e le confidenze, un spazio di gioco aperto a tutte le manipolazioni. L'invito delle compagnie del Ngi per i vecchi capi di villaggio si nutre certamente alla partenza della speranza di ristabilire la loro autorità minacciata, ma la situazione può ritorcersi facilmente contro di essi, i "preti" del Ngi che prende con la forza atto nella loro diagnosi di stregoneria dell'evoluzione fluttuata dei rapporti.

L'instaurazione di un vero "mercato" magico-religioso interclanique condanna le associazioni che si investono a giocare sull'effetto di novità del dispositivo simbolico messo in posto. I culti antisorcellerie sono chiamati ad attingere nelle riserve di tradizione più eterogenea: prove initiatiques, pratici di ordalie, procedure divinatorie che ricorrono alla visione o al possesso, eccetera... Così trovati chiuso o accelerato piuttosto un vasto fai da te interurbano etnica che prepara l'uscita di un sincretismo interurbano culturale. L'apparizione in seno al culto Ndende degli anni cinquanta del feticcio della Signora Bianca, Signorina, la Vergine Immacolata, reincarnazione di un Mammywatta locale, si iscrive nella continuità delle molteplici versioni del Ngi e dell'integrazione progressiva delle donne nell'associazione.

La pretesa a lottare contro i vecchi feticci per un nuovo feticcio costituisca una macchina simbolica infernale che, a lungo termine, poteva accelerare solamente la perdita di legittimità dei culti tradizionali e condurre alla ricomposizione del campo magico-religioso. Come non l'ambivalenza percepire non solo di una strategia simbolica fondata sul ricorso ai nuovi feticci chi denuncia gli stregoni, ma vengono a mettere in causa i vecchi feticci o i geni del luogo, e l'uso che ne fanno gli intermediari abituali, i vecchi capi o le sacerdotesse di culto?

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Storico
- Feticismo e culto
antisorcellerie -


 

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