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Seminario Iboga.

 

Testimonianza di Alain G.




meyaya@iboga.org

Alcune testimonianze

 

 

 

Che cosa cercavo nell'Iboga ? Perché faccio questo seminario ?

Sono almeno 3 anni, ho letto il "serpente cosmico" di Jeremy Narby, e già molto prima, altri libri che trattano del cervello, dei comportamenti, di antropologia, ecc. da Laborit, a Damasio, mischiando un poco di meditazione con Krishnamurti. Poi nella primavera ultima, il documentario di Jan Kounen " D'autres mondes ", ed infine il libro " Le bosco sacré " di Vincent Ravalec, Mallendi ed Agnés Paicheler. Fu quest'ultimo che mi ha convinto a tentare l'esperienza, ad uscire dalle mie letture che non mi facevano pi๠avanzare, (occorre dire anche che l'Ardèche é più vicino a Marsiglia che il Perù¹) .

Adesso so che non cercavo giusto di avvicinare degli scibili, ma piuttosto a calmare questa fuga nei libri che non avanzava e non potevo pi๠cercare di nascondere questa stanchezza, questa noia sempre più inquietante, come una paura del vuoto, vuoto come la vita di famiglia. In effetti, la formula più lucida che avevo trovato : bisogno urgente di ritrovare un appetito per la vita !!!

 

Sarebbe lungo descrivere lo svolgimento del seminario, perché è una vera cerimonia, spettacolo suoni e luci + percezioni e visioni, con tutto il suo protocollo, il suo linguaggio codificato le sue musiche, canti, danze ed abiti tradizionali Bwiti. Il Bwiti che è la tradizione originaria del Gabon di cui l'iniziazione all'Iboga è un aspetto.

Dunque vado a parlare solamente di me : - Bokaié ! -Aaaie !

 

Prima notte

5 cucchiai di Iboga in polvere, i primi due molto ravvicinati, poi circa 1 h tra ciascuno dei successivi. Ho vomitato al  primo, bisogna non dimenticare che la nostra perspicace medicina abbia classificato l'Iboga : pianta emetica, circa ¼ h prima del 4° cucchiaio ho avuto il secondo vomito con l'arrivo di questo cucchiaio che ha raggiunto appena la gola. Il invece, è restato nel mio stomaco fino all'indomani alla fine della mattinata o l'ho digerito infine.

Poche allucinazioni a occhi aperti, a partire da mezzanotte, arrivai a sentir " flotter" (ondeggiare) il suolo, pressappoco tutto. Invece, a occhi chiusi, percepivo una sequenza di foto (come quando tenendo un mazzo di fotografie nella mano sinistra, si usa il pollice della mano destra, per visionarle una dopo l'altra), ma nessuna di esse ha trattenuto la mia attenzione né mi è sembrata familiare. Durando tutta la notte, una facile concentrazione mi ha permesso di dialogare nella mia testa sul mio passato, senza farmi tuttavia prendere coscienza di quello che era primordiale. a un certo momento delle allucinazioni auditive mi facevano sentire delle parole francesi nei canti Bwiti. La musica, le intonazioni dei canti e le danze dei due assistenti infaticabili di Mallendi, ritmavano le mie meditazioni e le mie allucinazioni.

Alla fine della notte, alle domande di Mallendi, non sapevo rispondere, non avevo l'impressione di avere avanzato molto, ma avevo la testa leggera e riposata.

Mallendi mi spiega che tutte le immagini viste hanno un rapporto col mio passato, che comprendo' forse più tardi. Si tratta del "déstockage" del cervello emozionale, eredità del cervello rettiliano che è localizzato dentro a due cervelli periferici (eredità più evolute). Questi sono bloccati dall'Iboga, ciò che rende possibile il "déstockage" [rilascio emozionale].

Ho dormito circa 7 h 30 a 10 h. Mi risveglio in piena forma, scambio impressioni col mio vicino di camera che è stupito degli apporto dell'Iboga nella notte. È comunicativo e mi rendo poco a poco conto che ho ottenuto anche ben più di quanto non immagini e che il dialogo nella mia testa continua, analizzando molto chiaramente i miei comportamenti e le origini dei miei problemi di attenzione, di spontaneità, questa analisi è incessante e dura quasi tutto un giorno, non ero pi๠io che facevo le domande ma piuttosto erano le intuizioni che mi interrogavano e mi davano una risposta evidente ed istantanea.

Il pomeriggio, 2 h di siesta, mi sveglio pensando al mio atteggiamento verso mio figlio. Volevo regolare i miei problemi con me stesso e non mischiarlo a ciò. Non mi ero reso conto che se non lo consideravo come il mio primo problema, in realtà  era proprio quello che mi sconvolgeva di pi๠le viscere. Sebbene non venivano da molto, le lacrime mi sono venute, ed esse erano le benvenute. Cominciavo a comprendere perché ero là.

 

Seconda notte

Riprendo il mio posto nella sala, le preparazioni prendono un certo tempo e ne approfitto per continuare il "destockage", di ciò che non avevo finito ieri. Questo è finito quando Mallendi mi offre il primo cucchiaio. L'Iboga, in un conchiglia di miele questa volta, ingeribile molto facilmente con un poco di acqua. La sento scendere molto tranquillamente ed arrivare nel mio stomaco, in questo momento, Mallendi mi presenta il secondo cucchiaio (subito dopo il primo come nella prima notte) che scende anche questa volta, molto tranquillamente. Come la notte precedente, la musica, i canti ed i Nganga ballerini non smettono di occupare lo spazio ed il tempo.

La seconda pallina di Iboga arriva nello stomaco, e questo ha l' effetto di accelerare la prima pallina che si ritrova istantaneamente sotto il mio cuore (ho nettamente la sensazione che sia l'Iboga stessa che si sia spostata). L'Iboga preme molto il mio cuore dal basso in alto e un'onda di calore mi invade, una barra orizzontale si fa sentire al livello del mio petto ed il calore non smette di aumentare, nella mia testa mi ricordo, già  ho sentito tutto questo. Mi ricordo di aver sentito la morte così - so che il mio cuore si è fermato e istintivamente respiro molto forte per fermare il processo della morte, la pressione si rilassa, dopo alcune grosse inspirazioni, mi calmo, poi la pressione ritorna ancora più forte, respiro più rapidamente, di nuovo molto forte. non so quante volte si è ripetuta questa sequenza, 5 possono essere 6, ed io ho compreso che non sarei arrivato a controllarla indefinitamente. Malgrado l'angoscia, ho pensato a Mallendi, a meno che non sia direttamente lui che mi guidava che dopo mezzogiorno ci diceva "la paura deve trasformarsi in coraggio, il coraggio in sicurezza e la fiducia rinforza la volontà ." Allora, mi "stoppo", ho proprio fiducia nell'Iboga e mi lascio guidare. La pressione riprende, il calore diventa insopportabile, poi una freccia mi attraversa il cuore e fuoriesce in alto ed esplode istantaneamente nel mio cervello. Più niente.

Sento una mano muovere il mio genocchio : " va bene ?." Riporto la mia testa indietro " continua ! " rispondo, con la sconcertante sensazione di avere perso conoscenza.

È Patrick, un accompagnatore che si avvicina per dipingermi il viso di caolino bianco. gli accompagnatori sono molto premurosi, una presenza rassicurante e molta discrezione per non disturbare - ha appena finito il mio viso, si allontana e io acchiappo la bacinella per vomitare una bile atroce lacerandomi il ventre.

Tutti i visi sono bianchi, gli specchi sono installati davanti a ciascuno. Mi guardo, non ho amato mai il mio viso, tranne nei rari momenti di innamorata freschezza, mi aspettavo che questo momento fosse terribile e sono sorpreso e curioso di guardarmi serenamente, e globalmente ho pensato che era bene.

Il mio viso nello specchio si è trasformato in un altro viso abbastanza vicino, poi un altro e così via fino a 10 o 12 visi successivi che non avevano più niente di somigliante ed erano di uomo o di donna così come una maschera africana. Quando perdevo la mia concentrazione, ritornavo sul mio viso e rivedevo i visi nello stesso ordine. Nell'angolo in basso a destra dello specchio, ritornava regolarmente una bolla cristallina, scintillante di circa 2 a 3 cm. Potevo modificare la forma e la taglia fino ad occupare tutta la banda inferiore dello specchio di circa 3 cm di altezza che rifletteva il materasso bianco su cui ero seduto. In questa bolla un disegno animato pieno di piccoli personaggi di tutti i colori, pieno di energia come nei migliori cartoons che non smettevano di inseguirsi, di spingersi in una gioia esplosiva.

Talvolta, concentrato sufficientemente, vedevo sparire la serie di visi e lo specchio era vuoto, ma non arrivavo a vedere le due immagini di cui Mallendi ci aveva parlato e che sempre secondo Mallendi, potevamo interrogare; la risposta è un'altra immagine che sostituisce quella della domanda, poi una nuova domanda può essere posta e così via.

Il mio dialogo interiore era intenso adesso, e ad certo un momento, un pensiero mi ha sorpreso, ho sentito la palla di Iboga bruciarmi lo stomaco, ho compreso allora che questo pensiero apparteneva all'Iboga e nei miei pensieri si è installato un vero dialogo tra l'Iboga e me. Quando non identificavo abbastanza rapidamente un pensiero dell'Iboga : sentivo un colpo di palla nello stomaco. Di più, non solo l'Iboga aveva un forte accento africano, lo stesso che Mallendi, ma anche tutti i miei pensieri hanno preso questo accento che mi divertiva.

Una terza, poi una quarta pallina viene distribuita, come la notte precedente a circa 1 h di intervallo.

Per almeno 2 h ho provato (è incredibile la pazienza sotto l'Iboga), a trovare queste due immagini alle quali avevo un mucchio di cose da chiedere. Poi un'intuizione, sicuramente l'Iboga che ha compreso che ero limitato troppo per arrivarci da solo, "puo' essere che io, è nel disegno animato che devo indirizzarmi !" ho allora " sistemato" il disegno animato nella banda bianca inferiore e là ho visto queste animazioni da bambini, per stimolare e svegliare la mia curiosità, darmi dei segni, mostrarmi sempre più delle cose divertenti. Era il mio sonaglio della pre-nascita. Durante tutto questo tempo delle visioni, a occhi aperti, questa volta, delle allucinazioni auditive arrivavano dappertutto, l'Iboga non smetteva di farmi degli scherzi e ridevo senza potermi trattenere, il pi๠possibile un riso interiore, per non disturbare, ero comunque stupito, talvolta di ridere di cose tanto idiote, ma era più forte di me, come se l'Iboga mi solleticava lo spirito.

Ad un certo momento ho pensato (o l'Iboga mi ha lasciato credere) che si avvicinava l'ora in cui bisognava lasciare la sala, in quel momento un piccolo cerchio nero è apparso davanti ai miei occhi, mi sono lasciato andare verso lui, mi son percepito dentro di esso, aspirato in questo budello nero, tutto era nero e niente accadeva. Io aspettavo, non so, una grande luce o qualche cosa così, posso rendermi conto che avevo gli occhi chiusi. io ho aperto gli occhi, e fui sorpreso di vedermi nello specchio, non sapevo che pensare. Allora, chiedo all'Iboga : "se questo che riflette lo specchio, è il mio nuovo io, come lo chiami-tu ? " speravo molto che mi desse un nome, anche fosse in Gabonese impronunciabile: " Renato !" [Renè è anche un nome in francese e vuol dire Rinato]

" Ha! non ti sei sprecato mica a trovarlo dunque !!! " smetterebbe mai di burlarsi di me ?

I personaggi del disegno animato sfilavano a sinistra prima che a destra, ma adesso si affrettavano da sinistra a destra e gli ho chiesto se me li portava tutti nella mia testa pensando che non ci sarebbe stato abbastanza posto. Ma il mio io precedente non li aveva utilizzati abbastanza, mi rassicurò. Una volta che gli ultimi personaggi  sono rientrati a casa, gli ho chiesto se tutto ciò che gli avevo chiesto, era la contenuto, mi dice " tutto è là  ." quindi tutto è finito? " no, va a cominciare" mi risponde, ed io rabbrividisco pensando alla mia nuova vita che tanto che ho fifa di non poter assumerla, il dubbio mi invade, ed io vedo Jeanne e Patrick cominciare a raccogliere gli specchi. sono le 6 h della mattina.

Parlo di nuova vita perché un'immensa sensazione di liberazione è apparsa durante la notte. Mallendi ci ha detto: Il cervello delle emozioni, è il cuore. Ed io mi sento un cuore tutto nuovo che prende un enorme posto perché è uscito dalla prigione dove l'avevo messo. Il cuore, rappresenta le radici della vita, dunque della libertà. Come potrei pretendermi libero se il mio cuore non può esprimersi ?

La notte si prolunga per le danze, Mabounza, uno degli assistenti di Mallendi invita a turno ciascuno di noi per alcuni giri di pista. In questa situazione fuggo, normalmente, lontano o almeno provo a rompermi una gamba. Ho pensato a tutto ciò nella mia testa e mi sono chiesto se ero realmente pronto a cambiare? " in che modo posso io provare a me stesso che son capace di danzare se non danzando? " ed io ho atteso trepidante il mio turno !!! Volevo vedere una differenza di comportamento. Ho atteso non molto a lungo, sono stato il 3°. Il mio pantalone era sbottonato, il mio perizoma non teneva ed io non riuscivo neanche a stare in piedi. Infine mi riusci di fare qualche cosa, tra l'orso e l'incudine, poi sono tornato al mio posto: felice. Ho guardato gli altri danzare, l'Iboga mi ha detto "guarda e apprendi ." Quando il 2° giro è arrivato, sapevo che sarebbe riuscito. Ancora completamente goffo mi sono applicato a fare del mio meglio, non era ancora veramente una meditazione del corpo come mi ha detto Mabounza più tardi. Quando la notte si è conclusa, ero felice ed avevo sempre delle tonnellate di visioni burlesche.

Mi sono coricato, sfinito, ma la testa talmente leggera ed attiva che non ho potuto chiudere occhio, c'erano talmente tante cose da vedere!). Una freccia circolava intorno alla finestra, mi mostrava l'esterno dove faceva appena giorno, L'Iboga voleva uscire. Appena  il tempo di prendere una doccia e hop, passo alla cucina del castello per un succo di arancia, e fuori.

Fuori lei [l'Iboga] mi dice "ora hai il dovere di raderti la barba", " hei, riparleremo più tardi " rispondo imbarazzato. " E poi smetti di lavorare per quella azienda che corre al suo fallimento", " ma..  in ciò che ti ho chiesto prima ho detto che sono io che scelgo " e allora, credo che lei si mise a ridere :  " c'è ne hai messo del tempo ! allora che si fa ? ."

Delle ore di meditazioni divertenti, in movimento mi appoggiavo ad una pietra ed esplodevo a ridere perché sapevo che l'Iboga mi provocava per insegnarmi che dovevo osservare intorno a me. Seduto su una panca, vedo la pioggia che l'Iboga "disegna" per me, poi guardando a lato vedo che piove veramente, mi alzo per ripararmi e tutto è secco, io mi risiedo scherzando ed comprendo che non è facile giudicare tutto subito. Ecc.

Dopo mezzogiorno, tutti riuniti, ciascuno racconta il suo percorso. Non ho potuto allineare mai correttamente tre parole davanti a più di 2 persone. Ma là, voglio raccontare, ed io faccio la scelta dell'essenziale nelle mille cose che ho da dire. Quando vedo gli altri ascoltarmi capto l'energia che mi mandano. Alla fine, quando tutti mi dicono: "bassé"  (congratulazioni!) esplodo di gioia rendendo loro: "bassé" (grazie!).

 

Dopo il seminario

Si fa fatica a lasciare il Castello ed i nuovi amici, e non solamente per le ragioni di ambiente e di simpatia, no, si ha paura della reazione di quelli che non credono che si può cambiare così, in 2 jours! anch'io credevo cosi' due giorni prima. Allora, decisi di vedere un'amica che conosceva il mio passato e che comprenderà  sicuramente. E' stato del resto molto facile convincerla, semplicemente perchè le mie nuove attitudini saranno diverse rispetto a quelle del personaggio che ero prima. Come lo conoscevo bene questo personaggio, mi sarà  facile trovare questi atteggiamenti.

Con l'entusiasmo dovuto all'Iboga, ho raccontato il mio seminario a tutti i miei amici e sono sempre stato incoraggiato dalle loro reazioni positive. che fortuna ! Dopo tutto, sono i miei amici ! Sebbene con un prudente scetticismo di riserva, tutti mi hanno ascoltato attentamente e mi hanno aiutato a confermare che avevo fatto realmente un grande passo avanti sulla mia piccola strada. Del resto, non sarei sorpreso che tra alcuni mesi, ci saranno abbastanza persone iniziate all'Iboga.

Là è sicuro, è l'Iboga che mi ha detto: l'appetito di vita di cui hai bisogno, si nutre là, dai tuoi amici, sta' attento agli altri, che mangiano per la loro fame.

Ho raccontato anche la mia esperienza alla mia famiglia intima e, per la prima volta, con gli occhi bagnati, ho detto a mio figlio che l'amo.

Sono molto cosciente della fragilità del mio guadagno, della sua rimessa in questione di tutti i giorni, ho solamente iniziato la convers(az)ione, tutto resta da dire e soprattutto da vivere. Oggi, 1 mese dopo lo stage, ho la sensazione di star bene nella mia pelle e di occupare il mio posto nella società. Un bene più prezioso di una vincita al lotto, ma un bene più difficile da conservare, da non mettere nel bagagliaio, ma coltivarlo e lasciarlo vivere.

 

Per tutto ciò, un grande ringraziamento a Mallendi, Jeanne, Gerardo, Mabounza, Kombé, Patrick, Vincent e Reggo, così come a tutti i miei co-Banzi. Speciale grazie all'Iboga :

 - Bokaié ! -Aaaie !

 

Il 1erNovembre 2004                                                                                                         Alain G.

 



A proposito del dialogo con l'Iboga

Ho riletto un mese prima di questo seminario "Le serpent cosmique " di J. Narby, può essere un'influenza incosciente sullo svolgimento dello stage ?. Mi ricordo che gli shamans rievocano i loro dialoghi con le piante e che un'allusione alla struttura del pensiero è elaborata da un biologo. Ho ritrovato questo passaggio a pagina 127, :

" Io decisi allora di telefonare a Fritz-Alberto Popp nel suo laboratorio universitario in Germania.. Gli chiesi se aveva considerato la possibilità di un legame tra le emissioni di fotoni per il DNA e la coscienza. Egli rispose : " si, la coscienza potrebbe essere costituita dal campo elettromagnetico formato dall'insieme di queste emissioni. Ma, come lo sapete, comprendiamo ancora molto poche cose riguardo le basi neurologiche della coscienza » "

Dunque, se l'emissione fotonica del DNA dell'Iboga si mescola all'emissione fotonica del mio DNA, al livello del cervello, o più, ci sono 2 origini differenti che modulano il campo elettromagnetico indotto che rappresenta la coscienza, dunque il pensiero. viventa là , dialogo.

Ciò non significa che l'Iboga sia un'entità con la sua determinazione, dopo tutto, le nostre proprie deduzioni sono libere, salvo blocchi, prodotti dal pensiero, e danno poi senso e determinazione alla nostra azione a venire, è sicuramente più complicato di ciò, ma buono, questa può essere una pista.

Il dna dell'Iboga arricchisce il nostro pensiero. (son io quello che mangio?) La condizione resta sempre la stessa: fare saltare i blocchi per autorizzare il dialogo.

Alcune testimonianze

 


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